Workshop “BioGro” con l’assessore Comazzi: una biodiversità a km 0 da preservare
By ComunicazioneIn Eventi e manifestazioni17th ottobre, 2025Si è tenuto oggi, venerdì 17 ottobre 2025, presso la sede del Parco delle Groane e della Brughiera Briantea di via della Polveriera a Solaro, il workshop «Monitoraggio integrato degli impollinatori del Parco Groane: una biodiversità a km 0 da preservare».
L’incontro, promosso nell’ambito del progetto BioGro e finanziato dal National Biodiversity Future Center (NBFC) del PNRR, ha rappresentato un importante momento di confronto tra enti, università e imprese impegnate nella tutela della biodiversità locale. Il Parco è capofila del progetto insieme con l’Università degli Studi di Milano, l’Università degli Studi di Torino e la nature tech company 3Bee, con il sostegno dell’Unione europea – NextGenerationEU e del Ministero dell’Università e della Ricerca.
La mattinata si è aperta con l’intervento dell’Assessore regionale al Territorio e Sistemi verdi, Gianluca Comazzi, che ha elogiato l’impegno del Parco, polmone indispensabile per il territorio, e ricordato il ruolo di Regione Lombardia nel sostenere i progetti di salvaguardia della biodiversità, dalla flora alla fauna, dagli impollinatori agli anfibi. Comazzi ha inoltre sottolineato come la biodiversità possa trasformarsi in «un’opportunità economica per le imprese virtuose, nella riscoperta dei prodotti del territorio e nella capacità di attrarre investimenti sostenibili».
A seguire il saluto del presidente del Parco, Emiliano Campi, presente con il direttore generale Attilio Fiore, che ha ringraziato i partner scientifici e i partecipanti per la collaborazione, ribadendo come la tutela della biodiversità rappresenti una delle missioni principali dell’Ente Parco.
Il progetto BioGro
A introdurre i contenuti del workshop è stato il dottor Luca Palazzolo, PhD dell’Università degli Studi di Milano, coordinatore delle attività scientifiche del progetto.
«Oggi vi presento BioGro – ha spiegato Palazzolo – un progetto semplice nell’idea e forte nell’ambizione: riportare più vita nelle Groane, qui, a casa nostra. Quando parliamo di biodiversità a km zero non pensiamo a uno slogan: pensiamo al ronzio delle api in primavera, alle farfalle nei prati, ai boschi più vivi, all’acqua più pulita nelle nostre zone umide».
Palazzolo ha evidenziato come BioGro sia prima di tutto una scelta politica e culturale: «Non è un progetto calato dall’alto, ma un patto tra il Parco e la sua comunità. Apicoltori e agricoltori, scuole e famiglie, associazioni e Comuni: nessuno spettatore, tutti protagonisti».
Nel concreto, BioGro significa più fiori e più natura nei luoghi quotidiani: nei bordi dei campi, lungo i sentieri, accanto alle scuole. «Significa siepi che tornano a fare ombra e frutti, prati tagliati nei tempi giusti, luci più gentili nelle notti di brughiera, più cura dell’acqua e delle sponde. Piccoli gesti che, messi insieme, cambiano il paesaggio e la qualità della vita. Non promettiamo miracoli – ha aggiunto Palazzolo – ma coerenza: scegliamo poche priorità chiare, le portiamo avanti, verifichiamo come vanno e, se serve, correggiamo la rotta. Condivideremo i risultati con trasparenza, stagione dopo stagione, perché il Parco appartiene a chi lo vive».
Ha concluso con un invito alla partecipazione: «Vi chiedo una cosa semplice: adottate un gesto. Una striscia di prato lasciata fiorire, una siepe piantata, una luce spenta dove non serve, una classe accompagnata in brughiera. Se lo faremo insieme, tra un anno ascolteremo un ronzio più forte e vedremo più colori nei nostri campi. Le Groane lo meritano. E noi anche».
Tecnologie e monitoraggio
Caterina Massa, Biodiversity Strategist | Guida naturalistica di 3Bee, ha illustrato le potenzialità delle tecnologie di monitoraggio satellitare e dei sensori bioacustici IoT sviluppati dall’azienda in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Il progetto BioGro sfrutta tecnologie all’avanguardia per il monitoraggio della biodiversità: gli alveari del Parco sono dotati di 3Bee Hive-Tech, sensori in grado di registrare peso, temperatura, umidità e suoni delle colonie di api, fornendo dati preziosi sullo stato di salute delle api e, indirettamente, dell’ecosistema circostante.
In parallelo, la tecnologia Spectrum permette un monitoraggio continuo e passivo di apoidei e sirfidi, captando e classificando i suoni degli impollinatori. Anche i lepidotteri diurni vengono osservati con metodi scientifici avanzati: lungo percorsi fissi nel Parco, le farfalle vengono monitorate in maniera non invasiva attraverso “catch, count and release”, con dati raccolti e integrati nel database europeo eBMS, offrendo una visione completa della ricchezza e dello stato di salute della fauna impollinatrice.
Caterina Massa ha inoltre mostrato una mappa del Parco evidenziando con colori diversi lo stato della biodiversità garantito dalla presenza degli insetti: le zone a maggiore presenza agricola risultano anche le più povere di insetti.
Lepidotteri e citizen science
Su farfalle e monitoraggio è intervenuto Michele Salvan, dottorando dell’Università di Torino, che ha presentato i risultati del censimento dei lepidotteri diurni, realizzato con la collaborazione delle GEV (Guardie Ecologiche Volontarie), impegnate nel percorrere i transetti e catturare e rilasciare le farfalle. Le Gev, rappresentate da Paolo Ventura, hanno raccontato le attività di monitoraggio e censimento in corso, che completano il lavoro dei ricercatori e contribuiscono alla costruzione di un archivio ambientale condiviso. Sul tema si è collegata da remoto anche la professoressa Simona Bonelli del Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell’Ateneo torinese.
Sul fronte degli stakeholder privati, è intervenuta la Procurement, Facilities & Sustainability Manager di SEW-EURODRIVE Italia, ingegnere Eva De Col llustrando l’impegno dell’azienda nella sostenibilità ambientale e nella tutela della natura.
Durato 20 mesi, con studi avviati già nel 2022, il progetto BioGro non si chiude con il workshop, ma prosegue all’interno del Parco, da Sud a Nord. Nell’area protetta restano tre casette per impollinatori e tre bacheche informative, collocate a Solaro, all’Oasi Lipu di Cesano Maderno e lungo la ciclabile di Montesolaro di Carimate. Le casette, dotate di finestre per osservare i bug hotel di diverse forme e dimensioni, hanno anche una funzione educativa, sensibilizzando i visitatori sull’importanza degli insetti impollinatori e della biodiversità locale.
BioGro integra ricerca scientifica, innovazione tecnologica e partecipazione civica. Attraverso sensori bioacustici, alveari intelligenti, mappature satellitari e percorsi di formazione, il progetto promuove una rete di citizen scientists e di apicoltori sostenibili capaci di diventare “coltivatori di biodiversità”.
Infine, una curiosità: grazie alla collaborazione con 3Bee, è possibile ascoltare gli insetti su Spotify, nel canale ufficiale dell’azienda, dove i suoni raccolti dai sensori bioacustici diventano un racconto sonoro della biodiversità.












