Gli ambienti naturali tipici del Parco delle Groane e della Brughiera Briantea sono i boschi, le zone agricole, le zone umide e le brughiere.
Il Parco si estende da punto di vista geologico, su uno zoccolo di argilla, terreno acido e poco nutriente, ricchissimo d’acqua. La presenza di argilla ha protetto il parco da una massiccia colonizzazione industriale, residenziale ed agricola. Il terreno argilloso trattiene l’acqua e costituisce un ostacolo alla costruzione di edifici e alla coltivazione intensiva di qualunque pianta. Infatti le zone agricole del parco risultano periferiche là dove finisce l’argilla e inizia la fertile pianura.
I boschi
Sono soprattutto composti da querce, carpini bianchi, betulle, aceri, frassini, robinie e pini silvestri. Nella parte più a nord dell’area protetta è presente anche il castagno, che solitamente si trova in ambiente montano.
Le pinete di pino silvestre meritano un discorso particolare visto che sono il risultato di un intervento forestale voluto da Maria Teresa d’Austria negli anni 1740-1750. Si pensava che la coltivazione di questa pianta resinosa avrebbe reso più fertile il suolo e la legna sarebbe stata utilizzata dai carpentieri. In realtà questi pini, a differenza di quelli in Austria, non hanno risposto alle aspettative di chi li piantumò ma sono comunque rimasti creando un particolare habitat, molto interessante almeno a queste latitudini.
Il sottobosco è ricco di flora. Rosa canina (Rosa canina L.), che resta la specie di rosa spontanea più comune in Italia e rovo sono presenti ovunque. Tantissime le frangole (Rhamnus frangula) e i sambuchi (Sambucus nigra) che si distinguono per la loro rapida crescita e le fioriture profumate. In primavera troviamo esplosioni di fioriture di primule, bucaneve (Galanthus nivalis), campanellino di primavera (Leucojum vernum L.), scilla bifolia (Scilla bifolia L.). C’è anche una rara orchidea dai delicati petali bianchi: la Cephalantera longifolia.
Le zone umide
Pozze e laghetti di varie dimensioni, sparsi qua e là nell’area protetta sia a nord che a sud, sono il risultato di antiche cavazioni di argilla ormai naturalizzate da piante elofite e idrofile come la Thyfa, i carici (Carex L.), i giunchi, la cannuccia palustre (Phragmites australis), il ranuncolo (Ranunculus), la ninfea bianca (Nymphaea alba). Gli alberi in prossimità dell’acqua sono gli ontani e i salici.
La Brughiera
Un’altra zona molto particolare è la brughiera, che, come dice il nome stesso, ospita il brugo, la calluna vulgaris, che fiorisce in tarda estate. Si tratta di piccole radure in mezzo ai boschi ma molto significative a livello naturalistico. Oltre al brugo possiamo trovare sempre nelle brughiere delle Groane la molinia, graminacea di oltre 2 metri di altezza, il salicone (Salix caprea), la betulla, le felci, i pioppi. È presente una specie endemica ovvero esclusiva di un dato territorio: la genziana pneumonante (Gentiana pneumonanthe), unica genziana di pianura, che lega a sé un’altra specie endemica: la farfalla Maculinea alcon.
Le brughiere sono ormai ridotte a piccoli appezzamenti che vanno gestiti e mantenuti nel tempo, pena l’estinzione degli stessi. Le brughiere del Parco delle Groane e della Brughiera sono tra quelle più a sud d’Europa, è un habitat molto fragile che va difeso strenuamente.
Per chi volesse approfondire l’argomento, nel novero della collana I Quaderni del Parco c’è anche l’Atlante della Flora scritto da Luca Gariboldi che riporta tutte le specie di flora presenti nel Parco.
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