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Pianta dei pappagalli (o erba della seta e dell’ovatta): accordo tra Parco delle Groane e Regione Lombardia per l’eradicazione a Limbiate

Il Parco delle Groane e della Brughiera Briantea avvia una nuova e importante azione di tutela ambientale contro una delle specie vegetali invasive più insidiose presenti sul territorio: l’Asclepias syriaca, conosciuta anche come “pianta dei pappagalli”, “albero, pianta o erba della seta” ed “erba dell’ovatta”.

Il Consiglio di gestione dell’ente ha infatti recepito lo schema di accordo di collaborazione con Regione Lombardia finalizzato alla realizzazione di interventi prioritari di contenimento ed eradicazione della specie nel Comune di Limbiate, in particolare nell’area di via Giotto, dove è stata segnalata una stazione significativa della pianta.

Un intervento coordinato con Regione Lombardia e la task-force scientifica

L’intesa prevede la realizzazione di interventi ambientali mirati, accompagnati da attività di monitoraggio e verifiche tecniche costanti, con il supporto della task-force IAS (Invasive Alien Species), gruppo di esperti specializzati nello studio e nella gestione delle specie esotiche invasive.

Il team scientifico avrà il compito di affiancare gli enti nella pianificazione delle operazioni, fornire supporto tecnico, valutare le modalità più efficaci di contenimento o rimozione e verificare nel tempo i risultati delle azioni intraprese sul territorio.

Il finanziamento complessivo messo a disposizione da Regione Lombardia ammonta a 60 mila euro, suddivisi in due tranche: un anticipo di 30 mila euro alla firma dell’accordo e il saldo fino a 30 mila euro a conclusione delle attività, prevista nel 2026, previa rendicontazione tecnica e amministrativa.

Il pagamento finale sarà subordinato alla presentazione di una relazione conclusiva, della documentazione contabile, dei certificati di regolare esecuzione e di un accurato report fotografico degli interventi.

L’accordo avrà validità fino al 31 dicembre 2026, con possibilità di proroga tramite successivi atti integrativi. Il coordinamento operativo è affidato a Regione Lombardia e all’Area Tecnica del Parco, guidata dall’architetto Mauro Botta.

Una specie invasiva difficile da controllare

L’Asclepias syriaca è una specie originaria del Nord America, introdotta in Europa come pianta ornamentale e successivamente diffusasi in modo incontrollato. Oggi è inserita nell’elenco delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale ai sensi del Regolamento UE 1143/2014, che impone obblighi di eradicazione o contenimento.

Si tratta di una pianta erbacea perenne dotata di un potente apparato rizomatoso sotterraneo, che le consente una rapida espansione clonale e la formazione di popolamenti estesi e difficili da eliminare. La riproduzione avviene sia per seme, facilmente disperso dal vento e dall’acqua, sia per via vegetativa, attraverso frammenti di rizoma capaci di generare nuovi individui.

La specie predilige ambienti aperti e disturbati, come bordi stradali, aree agricole marginali, argini e aree ruderali, ma può colonizzare anche prati e zone boscate leggere. In Lombardia e nel Nord Italia la sua presenza è in progressiva espansione.

Impatti su biodiversità, agricoltura e ambiente

La diffusione dell’Asclepias syriaca rappresenta un problema ecologico rilevante. La pianta tende infatti a formare colonie monospecifiche che riducono la biodiversità locale e alterano la struttura degli habitat naturali e semi-naturali.

In ambito agricolo può causare una riduzione della produttività dei terreni e dei pascoli, oltre a difficoltà nella gestione delle superfici rurali. Il lattice contenuto nei tessuti vegetali è tossico per il bestiame e può risultare irritante anche per l’uomo in caso di contatto.

Interventi mirati e strategia di eradicazione

L’obiettivo del progetto è l’eradicazione della specie, considerata ancora possibile nelle aree a diffusione limitata come quella di Limbiate, purché gli interventi siano tempestivi e ripetuti nel tempo.

Le strategie operative prevedono un approccio integrato che combina rimozione manuale e meccanica, sfalci programmati prima della fioritura e, nei casi più complessi, trattamenti fitosanitari mirati nel rispetto delle normative ambientali.

Fondamentale è anche la gestione degli scarti vegetali: rizomi, fusti e infiorescenze devono essere rimossi con estrema attenzione per evitare la dispersione di semi o frammenti vitali, privilegiando lo smaltimento controllato o l’incenerimento.

Gli interventi saranno affidati a ditte specializzate, in grado di operare con tecniche adeguate alla rimozione dei rizomi, che rappresentano il principale vettore di sopravvivenza e propagazione della specie.

Monitoraggio, prevenzione e ruolo dei volontari

Il progetto prevede un sistema continuo di monitoraggio e sorveglianza del territorio, con attività di verifica prima, durante e dopo gli interventi. L’obiettivo è valutare l’efficacia delle azioni e intercettare eventuali ricrescite, anche a distanza di anni.

Particolare attenzione sarà data alla prevenzione di nuove introduzioni, attraverso la formazione degli operatori e il coinvolgimento dei volontari del Parco. In caso di avvistamenti, i volontari saranno invitati a segnalare immediatamente la presenza della pianta all’Area Tecnica, che provvederà alle valutazioni e agli eventuali interventi in coordinamento con Regione Lombardia.

Accanto al lavoro sul campo, il sistema di controllo potrà essere supportato anche da strumenti digitali, citizen science e rilievi tecnici, inclusi droni e analisi avanzate per il riconoscimento delle infestazioni.

Un’azione di lungo periodo per la tutela del territorio

La gestione dell’Asclepias syriaca richiede tempi lunghi e interventi ripetuti, spesso distribuiti su più anni, fino all’esaurimento della banca dei semi presente nel suolo e del sistema rizomatoso sotterraneo.

Per questo motivo, il monitoraggio proseguirà anche dopo la fase operativa, con verifiche periodiche per almeno cinque anni, così da garantire il controllo effettivo e duraturo dell’infestazione.

L’intervento rappresenta un tassello importante nella strategia del Parco delle Groane e della Brughiera Briantea per la tutela della biodiversità e la gestione delle specie invasive, in un’ottica di collaborazione istituzionale, rigore scientifico e protezione attiva del patrimonio naturale.

 

PER SAPERNE DI PIÙ

Piano del Ministero dell’Ambiente, con Ispra e Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente di gestione nazionale della Pianta dei pappagalli a cui si riferisce l’immagine di copertina di questo articolo

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Scheda InfoFlora | Società Botanica Svizzera (SBS) a cui si riferiscono anche alcune immagini pubblicate in questo articolo

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Si ringrazia per le informazioni e la documentazione scientifica il dottor Niccolò Mapelli agronomo e dottore forestale consulente del Parco delle Groane e della Brughiera Briantea