Venerdì 18 settembre alle 21 all’Auditorium della sede del Parco alla Polveriera un incontro con tre esperti di assoluto rilievo per approfondire il ritorno dei grandi carnivori sulle Alpi, il monitoraggio del lupo e il rapporto con le comunità locali. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti a sedere.
Il lupo torna al Parco delle Groane, questa volta non soltanto come animale da osservare e conoscere, ma come tema di una riflessione più ampia sul rapporto tra grandi carnivori, territorio e comunità umane. Venerdì 18 settembre, alle 21, l’Auditorium della sede del Parco alla Polveriera, in via della Polveriera 2 a Solaro, ospiterà l’incontro “Grandi Carnivori e Comunità Umana: temi, problemi e soluzioni”, una serata che metterà a confronto competenze scientifiche, esperienza sul campo e conoscenza delle dinamiche sociali legate al ritorno della fauna selvatica. L’evento è organizzato in collaborazione con il Cai (Club Alpino Italiano) sezione di Barlassina e la partecipazione attiva delle nostre Gev (Guardi ecologiche volontarie).
A confrontarsi saranno tre relatori di grande esperienza: il tenente colonnello Andrea Baldi, comandante del Reparto Carabinieri Forestali del Parco Nazionale della Val Grande (Verbano-Cusio-Ossola); il dottor Raffaele Marini, biologo, esperto di biodiversità e operatore del monitoraggio nazionale del lupo; e la dottoressa Giada Nardozza, ricercatrice e studiosa del rapporto tra comunità montane e grandi carnivori, con una formazione umanistica e una specializzazione nella gestione dei parchi e delle aree protette.
Il punto di partenza della serata è un fenomeno che negli ultimi decenni ha profondamente modificato il quadro della fauna italiana: i grandi carnivori, e in particolare il lupo, sono tornati sulle Alpi dopo circa un secolo di assenza causata dall’uomo. Un ritorno naturale che porta con sé interesse e fascino, ma anche interrogativi, preoccupazioni e la necessità di trovare strumenti concreti per una convivenza possibile.
Il tema non è nuovo per il Parco delle Groane e della Brughiera Briantea, che da anni dedica incontri e iniziative alla conoscenza del lupo. Nel febbraio 2023 una serata dal titolo volutamente provocatorio, “Il lupo alle Groane? Perché no?”, aveva richiamato un pubblico numeroso nell’Auditorium della Polveriera. L’obiettivo era allora preparare il territorio a una possibile presenza del grande predatore anche in pianura, spiegandone comportamento, abitudini e caratteristiche e invitando a evitare sia allarmismi sia una rappresentazione eccessivamente semplificata del fenomeno.
Da allora lo scenario è diventato ancora più concreto. Nell’aprile 2025 un giovane lupo è stato effettivamente avvistato e fotografato nel territorio del Parco, nella zona di Ceriano Laghetto. L’animale ha attraversato la via Laghetto e la provinciale 134, proseguendo verso i boschi tra Cesate e Garbagnate. Altre segnalazioni sono successivamente arrivate anche da Garbagnate e Castellazzo. Il Parco ha spiegato che si trattava di un giovane esemplare in dispersione, capace di percorrere molti chilometri in poco tempo.
La presenza del lupo non è quindi più soltanto una prospettiva da osservare a distanza. Ricordiamo che il nostro Parco delle Groane, in particolare con il comandante della polizia locale, Claudio Attilio Camisasca è tra i referenti territoriali per il monitoraggio del lupo e che le attività di controllo già predisposte hanno previsto la posa di fototrappole e altri sistemi di tracciamento, con l’obiettivo di raccogliere dati certi e seguire l’eventuale presenza dell’animale attraverso strumenti adeguati. Nel marzo 2026 Regione Lombardia ha inoltre istituito il “Comitato di Indirizzo Grandi Carnivori”, presieduto dall’assessore regionale al Territorio e Sistemi verdi Gianluca Comazzi. Il Comitato si occupa di monitoraggio, gestione e prevenzione dei danni legati alla presenza di grandi predatori, in particolare lupo e orso, e di elaborare linee guida, protocolli operativi e indirizzi tecnici.

Proprio per questo la serata del 18 settembre rappresenta un’occasione particolarmente significativa. Non si parlerà soltanto del lupo, ma di come una comunità possa affrontare il ritorno dei grandi carnivori, distinguendo i dati scientifici dalle percezioni, le paure reali dagli allarmismi e individuando modelli di gestione capaci di tenere insieme conservazione della biodiversità e sicurezza.
Il colonnello Andrea Baldi porterà l’esperienza maturata nella Val Grande, una delle aree protette più selvagge delle Alpi italiane, dove i Carabinieri Forestali sono quotidianamente impegnati nella tutela del territorio e nel monitoraggio della fauna. Raffaele Marini offrirà invece il punto di vista di chi studia direttamente la presenza e la diffusione del lupo, grazie anche alla sua esperienza come operatore del monitoraggio nazionale della specie. Giada Nardozza completerà il quadro concentrandosi sull’altro protagonista della vicenda: l’essere umano, con le sue percezioni, le sue paure, le sue aspettative e la necessità di costruire una nuova relazione con la fauna selvatica.
Una prospettiva a tre voci che consentirà dunque di affrontare il fenomeno da punti di vista differenti ma complementari: la gestione del territorio, la ricerca scientifica e il rapporto con le comunità.
È anche questo il senso dell’incontro: comprendere che il ritorno del lupo non può essere affrontato soltanto attraverso contrapposizioni tra favorevoli e contrari. Servono conoscenza, monitoraggio, prevenzione, corretta informazione e capacità di ascoltare le comunità che vivono quotidianamente il territorio.
L’appuntamento è per venerdì 18 settembre alle ore 21, presso l’Auditorium della sede del Parco delle Groane e della Brughiera Briantea, alla Polveriera, in via della Polveriera 2 a Solaro. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti a sedere.
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