Eventi e manifestazioni

Dal Villoresi a Villa Arconati, il Castellazzo diventa una scuola a cielo aperto

Educazione ambientale, storia, arte e archeologia industriale: 235 studenti delle prime classi del Russell e del Fontana coinvolti quest’anno nel progetto. Hanno percorso l’anello del Castellazzo, accompagnati da insegnanti, volontari dell’Ecomuseo delle Groane e Guardie Ecologiche Volontarie del Parco.

Alla scoperta del Castellazzo attraverso un itinerario che in pochi chilometri riunisce natura, storia, arte e archeologia industriale. È l’uscita didattica proposta anche quest’anno alle prime classi dell’Istituto di Istruzione Superiore “Bertrand Russell” di Garbagnate Milanese e del Liceo Artistico “Lucio Fontana” di Arese, nell’ambito della collaborazione con l’Ecomuseo delle Groane grazie al consigliere Fabio Ganassin e le Gev del nostro Parco delle Groane e della Brughiera Briantea.

Il percorso ad anello, con partenza e arrivo alla stazione ferroviaria di Garbagnate Parco Groane, accompagna i ragazzi lungo alcuni dei luoghi più significativi del territorio, dal canale Villoresi a Villa Arconati, passando per il borgo agricolo di Castellazzo, la brughiera, le zone umide, le fornaci e i luoghi della memoria.

La collaborazione tra scuola ed Ecomuseo è iniziata nel 2021. Dopo una prima fase dedicata alla ricerca storica e a una mostra sull’ex complesso ospedaliero Santa Corona di Garbagnate, dal 2023 sono state organizzate all’inizio di ogni anno scolastico le uscite rivolte alle prime classi dei due istituti. L’attività consente di affiancare alla conoscenza del territorio anche momenti di incontro e team building tra gli studenti. Nel 2023 sono state coinvolte 10 classi per 250 studenti, nel 2024 18 classi per 450 ragazzi, nel 2025 15 classi per 400 studenti e nel 2026 altre 9 classi, per 235 partecipanti. Oltre 1.300 gli studenti in quattro anni.

Dall’acqua alla storia del Castellazzo

La passeggiata ad anello parte e arriva alla stazione ferroviaria di Garbagnate Parco Groane e attraversa alcuni dei luoghi più significativi del Castellazzo e del Parco.

La prima tappa è il canale Villoresi, con il sistema dei canali derivati, tra cui il Secondario di Garbagnate, oggi denominato Via d’Acqua Nord nell’ambito della riqualificazione realizzata in occasione di Expo 2015. Un’occasione per comprendere il ruolo dell’acqua e delle opere idrauliche nella storia e nella trasformazione del paesaggio.

Il tracciato raggiunge quindi il borgo agricolo di Castellazzo, di cui vengono raccontate origine e trasformazioni, e prosegue verso Villa Arconati, inserita in un contesto paesaggistico di grande valore. L’itinerario permette di osservare anche la facciata sud della villa, affacciata verso boschi e brughiera.

Si entra quindi nel cuore del Parco delle Groane e della Brughiera Briantea, tra aree boscate, brughiere e zone umide, fino al laghetto delle ninfee e al sistema delle chiuse che regolano i canali destinati all’irrigazione e il collegamento con la Via d’Acqua Nord.

Arte, architettura e memoria

Il percorso non si ferma agli aspetti naturalistici. Tra le tappe figura il Santuario della Madonna della Fametta, il cui campanile è stato ricavato attraverso il riutilizzo di una torre medievale, e il Centro Ippico Mancinelli, legato anche a un episodio particolare della storia delle comunicazioni: il primo collegamento in mondovisione del 25 giugno 1967.

Un altro capitolo riguarda l’archeologia industriale, con le fornaci, testimonianza delle attività produttive che hanno caratterizzato il territorio delle Groane.

Particolare attenzione viene dedicata anche alla memoria dell’esplosione del 7 giugno 1918 della fabbrica di munizioni Sutter & Thévenot, una tragedia nella quale persero la vita numerose giovani donne. Il percorso conduce al murales realizzato per ricordarle e consente di collegare la vicenda storica alle tracce ancora presenti nel paesaggio.

Tra i materiali e le testimonianze che arricchiscono l’itinerario c’è anche lo stendardo funebre legato all’esplosione della Sutter & Thévenot, conservato nella chiesa di San Guglielmo, altra tappa del percorso.

Anche il borgo di Castellazzo porta con sé una particolare storia cinematografica: le sue corti furono utilizzate come set per “Il sole sorge ancora”, uno dei primi film italiani del dopoguerra.

Il tracciato riprende per buona parte quello realizzato nell’ambito del progetto “e-pic-land” ed è consultabile, insieme ad altri nove percorsi dedicati alla conoscenza del territorio, sul sito dell’Ecomuseo delle Groane.