Due giornate di confronto, laboratori e progettazione condivisa per rafforzare le metodologie educative e costruire esperienze capaci di lasciare una traccia duratura. Lo staff dell’Educazione ambientale del Parco delle Groane e della Brughiera Briantea ha partecipato ieri e oggi (21 e 22 ottobre 2026) al XX Workshop dell’Educazione ambientale nelle aree protette lombarde di Area Parchi, ospitato dal Parco Pineta di Appiano Gentile e Tradate.
L’educazione ambientale è uno dei capisaldi dell’attività del Parco delle Groane e della Brughiera Briantea. Un impegno che non si limita a trasmettere informazioni sulla natura e sugli ecosistemi, ma punta a coinvolgere le persone, stimolare la curiosità e favorire una conoscenza del territorio che possa tradursi in comportamenti consapevoli e attenzione verso l’ambiente.
Il tema scelto per l’edizione 2026, “Costruire esperienze che lasciano traccia. Inneschi, coinvolgimento e costruzione della conoscenza”, ha invitato i partecipanti a interrogarsi su una questione centrale: quando un’esperienza educativa diventa davvero apprendimento? Se il coinvolgimento è il primo passo per creare una relazione con le persone e con l’ambiente, la sfida è fare in modo che quanto vissuto si trasformi in conoscenza, competenze e consapevolezza destinate a durare nel tempo.
Dai cambiamenti climatici allo storytelling: sei laboratori metodologici
Il programma ha alternato approfondimenti teorici ed esperienze pratiche. Dopo una riflessione sul rapporto tra coinvolgimento, apprendimento e sviluppo del pensiero scientifico, i partecipanti hanno potuto esplorare sei differenti approcci metodologici all’educazione ambientale e scientifica.
I laboratori hanno spaziato dalla metodologia STEAM, che integra discipline e competenze per affrontare problemi complessi, al gioco come strumento per comprendere i cambiamenti climatici. Spazio anche alle esperienze phygital, che combinano strumenti digitali e attività in presenza, alla teatralizzazione e allo storytelling, capaci di rendere i contenuti più coinvolgenti attraverso il racconto, e al Cooperative Learning, che valorizza la collaborazione e la responsabilità condivisa nella costruzione della conoscenza.
Tra le proposte anche il Gioco del torrente Lura, dedicato alla gestione dei corsi d’acqua e a temi come i servizi ecosistemici e i Contratti di fiume, sviluppato nell’ambito del progetto Interreg Italia-Svizzera “RIVERLHAB”. Un esempio di come il gioco possa diventare uno strumento per avvicinare le persone a questioni ambientali complesse.
Dopo la sperimentazione, il confronto si è concentrato sugli elementi che rendono un’esperienza realmente efficace: quali strumenti favoriscono la partecipazione? Come si trasformano le emozioni e il coinvolgimento in apprendimento? E in che modo le diverse metodologie possono essere adattate ai destinatari e ai contesti educativi?
Progettare esperienze che costruiscono conoscenza
La seconda giornata ha approfondito il ruolo della comunicazione e dell’edutainment, intesi non come semplici strumenti per attirare l’attenzione, ma come risorse per costruire significati, relazioni e fiducia. Particolare attenzione è stata dedicata ai primi cinque minuti di un’attività educativa, un momento decisivo per creare il clima relazionale e le condizioni che rendono possibile l’apprendimento.
I partecipanti hanno lavorato in piccoli gruppi per progettare l’avvio di esperienze rivolte a destinatari differenti, confrontando strategie, linguaggi e modalità di attivazione. I progetti elaborati sono stati poi condivisi e discussi, in un percorso che ha permesso di mettere in comune punti di vista e raccogliere spunti utili per la pratica quotidiana.
Il workshop ha rappresentato così un’occasione di aggiornamento e crescita professionale per chi opera nell’educazione ambientale nelle aree protette lombarde. Per il Parco delle Groane e della Brughiera Briantea, partecipare a questi momenti significa continuare a investire nella qualità delle proprie proposte educative, con l’obiettivo di avvicinare sempre più persone alla conoscenza del patrimonio naturale e alla sua tutela.
Perché educare all’ambiente significa anche creare esperienze che lascino il segno: occasioni per osservare, comprendere, fare domande e sviluppare quel legame con il territorio che è alla base della sua conservazione.
























