Ci sono luoghi che si attraversano. E poi ci sono luoghi che, passo dopo passo, attraversano noi. Il Parco delle Groane e della Brughiera Briantea appartiene a questa seconda categoria. È un cammino che cambia con le stagioni, un mosaico di boschi, brughiere, prati, corsi d’acqua, cascine e antiche ville che da cinquant’anni custodisce uno degli ultimi grandi paesaggi naturali dell’alta pianura lombarda. Un luogo dove il silenzio ha ancora un suono, dove l’aroma del bosco si mescola a quello della terra dopo la pioggia e dove ogni sentiero racconta una storia.
Nel 2026 il Parco festeggia il suo primo mezzo secolo. Era il 20 agosto 1976 quando la Regione Lombardia, con la legge regionale n. 31, istituì il “Parco di interesse regionale delle Groane”. In un territorio che cresceva rapidamente, tra industrie, strade e nuovi quartieri, si comprese che quel paesaggio meritava di essere salvato prima che fosse troppo tardi. Dai 3.400 ettari iniziali il Parco è cresciuto fino agli attuali 7.700 ettari, pari a circa 11.000 campi da calcio, distribuiti in 28 Comuni delle province di Milano, Monza e Brianza e Como, grazie anche all’ampliamento del 2017 con l’ex Plis della Brughiera Briantea e la Riserva Naturale Fontana del Guercio. Da Bollate alle colline di Cantù, il Parco accompagna il visitatore in un viaggio che cambia continuamente volto. Le grandi brughiere lasciano spazio ai boschi di querce, alle aree umide, ai prati e ai filari agricoli. Antiche fornaci, ville patrizie e cascine raccontano una storia in cui natura e presenza dell’uomo convivono da secoli. Terre già frequentate dall’aristocrazia milanese e ospitavano la “Ca’ del Re”, residenza di caccia dei Savoia.
Il Parco è caratterizzato da una biodiversità sorprendente, soprattutto se si considera che si trova nel cuore di una delle aree più urbanizzate d’Italia: nei suoi quasi 78 chilometri quadrati, sono stati censiti 180 specie di uccelli, di cui 77 nidificanti, insieme a tritoni, salamandre, rane, raganella e rospi, oltre a ramarri, biacchi, natrici, saettoni e orbettini. Tra i mammiferi trovano spazio tassi, scoiattoli, ghiri, volpi, faine, lepri, donnole e pipistrelli, in un mosaico di boschi, brughiere, radure, zone umide, aree agricole e corsi d’acqua. Un patrimonio nel quale spicca anche la brughiera delle Groane, una delle più meridionali d’Europa, mentre l’Oasi Lipu di Cesano Maderno, con i suoi circa cento ettari, rappresenta una delle aree umide più importanti dell’intero Parco.
Il Parco è solo un luogo da osservare, ma da vivere: oltre cinquanta chilometri di piste ciclopedonali e una rete di sentieri permettono di attraversarlo a piedi, in bici, a cavallo o in e-bike. Dalla Ciclabile delle Groane ai percorsi verso la Brughiera Briantea, dall’Oasi Lipu alla Fontana del Guercio, ogni itinerario racconta un frammento diverso di questo patrimonio naturale.
Accanto alla fruizione, il Parco continua a svolgere la sua missione educativa. Migliaia di bambini ogni anno partecipano ai progetti gratuiti di educazione ambientale, imparando che la natura non è soltanto qualcosa da ammirare, ma una responsabilità da custodire.
Custodi del Parco, insieme con il personale dell’Ente, alla Polizia locale, un piccolo esercito di volontari, circa un centinaio tra Gev (Guardie Ecologiche Volontarie), Protezione Civile, Antincendio Boschivo e unità cinofile, sempre pronti a intervenire anche nelle emergenze.
Le associazioni di volontariato, le guide, i gruppi escursionistici e di cammino e le realtà locali animano il territorio con iniziative, visite guidate ed eventi che trasformano il Parco in un grande laboratorio all’aria aperta.
Il traguardo del mezzo secolo sarà celebrato anche con la pubblicazione di un volume dedicato alla storia del Parco, frutto di un lavoro di ricerca che raccoglierà documenti, testimonianze, immagini e fotografie per ripercorrere cinquant’anni di tutela e trasformazioni del territorio. Il libro, che sarà presentato entro la fine dell’anno, diventerà così anche una memoria condivisa di questo importante anniversario, raccontando il cammino del Parco dalle sue origini fino ai giorni nostri.
Il Parco delle Groane e della Brughiera Briantea non è soltanto un’area protetta: è un rifugio di biodiversità, un corridoio ecologico, un luogo di educazione, di incontro e di benessere. La natura non appartiene a chi la possiede, ma a chi sceglie di custodirla. Da cinquant’anni il Parco lo fa per tutti. E continuerà a farlo anche per le generazioni che verranno.
