Altri siti naturalistici

Boschi Ca' del Re

Solaro (Mi)

Partiamo dal nome visto che nasconde una storia importante. Si chiama così perché Re Vittorio Emanuele venne in visita in questi luoghi ospite della famiglia Borromeo che in questo luogo avevano una tenuta di caccia e di pesca. Si narra che il Re apprezzò quest’area soffermandosi ad ammirare il laghetto antistante la Ca’. Ospita una delle brughiere più meridionali d’Europa con il brugo, il cui fiore si apre in estate, e la rara genziana pneumonante. Ospita anche una piccola zona umida.

CASCATA DEL SASSET (Valle del Seveso)

Fino Mornasco (Co)

Ad un certo punto corso del Seveso, nel territorio di Fino Mornasco, il fiume compie un piccolo salto. Si chiama cascata del Sasset e siamo nel cuore della Valle del Seveso, caratterizzata da un paesaggio composto da campi coltivati intercalati da siepi boscate di robinia. È visitabile grazie ai sentieri che percorrono la zona.

Foppa di San Dalmazio

Ceriano Laghetto (Mb)

La Foppa di San Dalmazio è una delle aree umide più conosciute all’interno del Parco delle Groane, se non altro perché facilmente raggiungibile con la pista ciclopedonale principale partendo dal sentiero che parte a lato del Frutteto del Parco. Grazie alla fitta presenza di vegetazione e alle panchine, spesso è utilizzata per una piccola pausa e proprio per gli spazi a disposizione è una delle “aule a cielo aperto” più utilizzate per le lezioni di educazione ambientale. Il fondo è caratterizzato da uno spesso strato di argilla che rende il terreno impermeabile, creando ristagni di acqua. La foppa, inoltre, è un luogo di grande valore naturalistico e ambientale in quanto ospita anche alcune specie protette di anfibi.

Fosso del Ronchetto

Località Altopiano di Seveso (MB)

L’area non è recintata pertanto liberamente fruibile, uno degli accessi principali si trova in via Boves. Viene gestita dai volontari del WWF Insubria. Il Fosso del Ronchetto è ampio 8 ettari e si chiama così per la presenza al suo interno, tra la vegetazione, di un canalone naturale, di origine erosiva. Ricoperto da un bosco di latifoglie. Presente la fauna tipica delle Groane con anfibi, scoiattolo rosso e più specie di picchio oltre ai rapaci notturni.

Laghetto manue'

Cesate (Mi)

Il Laghetto Manuè si trova all’interno dei boschi di Cesate, è uno stagno naturale che permette il proliferare di una ricca vegetazione e la presenza di diverse specie animali, quali il tritone, la rana di Lataste tra gli anfibi; il picchio, il tarabusino, il codibugnolo, la poiana, la civetta, il gufo comune tra gli uccelli.

Laghi della Mordina

Mariano C.se (Co)

Si trovano percorrendo il sentiero della Meda-Montorfano all’interno del territorio di Mariano Comense. Sono due laghetti, uno più a nord, di dimensioni minore non facilmente raggiungibile, mentre quello più grande che si incontra proprio percorrendo la Me-Mo è circondato da un comodo sentiero e al centro ha un isolotto. Furono creati due secoli fa dai proprietari dei terreni per i loro momenti di svago, oggi rappresentano a livello naturalistico e di biodiversità una delle aree più preziose del Parco ospitando numerosissime specie di flora e fauna. Di recente sono stati oggetti di un progetto di riqualificazione attraverso la rimozione e l’estirpazione della ninfea, che negli ultimi anni ha quasi completamente ricoperto la superficie dello specchio d’acqua. L’obiettivo è restituire equilibrio all’habitat e preservare la biodiversità dell’area, ridando vitalità a un ambiente di grande valore naturalistico e paesaggistico. Nei pressi sorge cascina Mordina, una delle cascine della parte nord dell’area protetta meglio conservata.

Lago azzurro

Lentate sul Seveso (Mb)

Per arrivarci occorre attraversare un bosco di quercia e pino silvestre poi appare all’improvviso. Si tratta di una delle zone umide più interessanti e ampie della Brughiera Briantea di origine antropica. Come per gli altri specchi d’acqua della zona, era in origine una cava d’argilla poi dismessa. Oggi ospita tutto l’anno diverse specie di uccelli tipici dei laghetti prealpini, è circondato da un nucleo di ontano. D’estate sboccia a pelo d’acqua un’ampia distesa di ninfee rosa che lo rende meta di visitatori specie nei fine-settimana.

Oasi del Caloggio

Via Caloggio Bollate (MI)

Si trova nell’estremo lembo a sud del Parco direttamente collegata tramite un sentiero, si trova quasi al confine con Milano e vicina al polo di Rho-Fiera. L’area di 8 ettari è oggetto di interventi di naturalizzazione e miglioramento della biodiversità con l’introduzione di essenze autoctone e il controllo delle specie alloctone. È presente un bosco di latifoglie, fioriture invernali-primaverili di bucaneve, campanellini scille, pervinche, ranuncoli e anemoni di bosco. Presenti e tutelate diverse specie di anfibi, tra i mammiferi è presente lo scoiattolo rosso, la volpe, il riccio e la talpa europea. Variegata l’avifauna, tra i rapaci notturni spiccano l’allocco e la civetta, tipici delle Groane. Viene gestita dai volontari del WWF Insubria.

Zoca di Pirutit

Meda (Mb)

Si tratta di un’antica cava di argilla abbandonata (utilizzata per le vicine fornaci, c’era anche una ferrovia per il trasporto dei materiali) oggi diventata un piccolo bacino lacustre, sicuramente tra le zone più note e importanti della nuova porzione di Parco. Il laghetto è visitabile tutto l’anno e circondato da panchine per il riposo degli escursionisti. Il nome è curioso e oscuro ai più, non a chi conosce il dialetto locale. I pirutit sono piccoli oggetti per la casa che venivano prodotti con l’argilla da lì estratta. Mentre la zoca è una fossa piuttosto grande. Intorno c’erano anche altri piccoli laghetti ora prosciugati.