Settembre è un periodo ideale per scoprire il Parco delle Groane e della Brughiera Briantea: tra boschi, radure e zone umide si possono incontrare anche numerose specie di funghi, preziosi indicatori della biodiversità del territorio.
Quello fotografato dalla nostra Greta Volpi nei pressi del laghetto della Polveriera appartiene al genere Leccinum, conosciuto come leccino o porcinello. Parente dei porcini, si riconosce anche per il gambo ricoperto da caratteristiche squamette e, in molte specie, per la carne che si scurisce al taglio.
Con i funghi, però, la prudenza è fondamentale: prima di raccoglierli e soprattutto di consumarli è indispensabile saperli riconoscere con certezza. In caso di dubbio, è sempre meglio non consumarli e rivolgersi a personale esperto o ai servizi micologici competenti.
Il Parco custodisce una biodiversità sorprendente: nei suoi quasi 78 chilometri quadrati sono state censite 180 specie di uccelli, di cui 77 nidificanti, oltre a numerosi anfibi, rettili e mammiferi. Boschi, brughiere, radure, zone umide, aree agricole e corsi d’acqua formano un mosaico naturalistico nel cuore di una delle aree più urbanizzate d’Italia.
Un patrimonio da conoscere e vivere attraverso sentieri e oltre cinquanta chilometri di piste ciclopedonali, a piedi, in bicicletta, a cavallo o in e-bike.
