Circa quaranta persone hanno partecipato alla serata dedicata al succiacapre, un’occasione per conoscere più da vicino questa specie e approfondire il lavoro di monitoraggio svolto nel Parco delle Groane e della Brughiera Briantea.
Relatore dell’incontro è stato Alessandro Berlusconi, naturalista e ornitologo, ricercatore presso il Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali dell’Università degli Studi di Milano. Nel corso della serata ha presentato i risultati del censimento del succiacapre effettuato lo scorso anno dalle Guardie ecologiche volontarie (GEV) del Parco insieme ad altri volontari, illustrando i dati raccolti sulla presenza della specie nel territorio.

L’attività di monitoraggio ha permesso di approfondire la distribuzione di questo uccello e di evidenziare l’importanza della conservazione degli ambienti in cui vive. Brughiere e radure rappresentano infatti habitat fondamentali per la sua permanenza nel Parco e la loro tutela è essenziale per salvaguardare la biodiversità locale. Qui l’articolo su un altro censimento (Il WWF Insubria ha consegnato al Parco una ricerca sull’avifauna dell’area agricola di Solaro – Parco delle Groane)
Il succiacapre è una specie particolare, il cui nome deriva da un’antica credenza popolare secondo la quale l’uccello entrava nelle stalle per succhiare il latte delle capre. In realtà, si nutre di insetti, che cattura soprattutto nelle ore crepuscolari e notturne. Il piumaggio mimetico e le abitudini prevalentemente notturne lo rendono difficile da osservare, ma proprio per questo interessante da studiare.
La serata, organizzata dal Parco delle Groane e della Brughiera Briantea con il coinvolgimento delle GEV e di WWF Insubria, ha offerto al pubblico un’occasione per scoprire il valore della ricerca scientifica applicata alla conoscenza del territorio. Un lavoro che contribuisce a individuare le esigenze delle specie presenti e a promuovere la conservazione degli ambienti naturali da cui dipende la loro sopravvivenza.



