Eventi e manifestazioni

Piacevoli scoperte e scenari bucolici e religiosi nel Parco delle Groane

Passeggiare nel Parco delle Groane e della Brughiera Briantea regala sempre nuove scoperte. Anche per le Gev, che ogni giorno percorrono sentieri e aree verdi con attenzione e passione, il parco continua a sorprendere. Nelle ultime settimane sono emerse due vere e proprie chicche, capaci di raccontare l’anima anche un po’ inedita di questo territorio.

La prima è uno scorcio dal sapore antico, quasi fuori dal tempo. Un gregge di pecore che attraversa i prati delle Groane, restituendo un paesaggio bucolico nella zona di Castellazzo di Bollate che sembra riportare indietro di decenni. Le immagini sono state scattate ai primi di dicembre dalla Gev Laura Laria, della seconda squadra, e colpiscono per la loro semplicità: animali al pascolo, prati aperti, silenzio e natura. Non è un caso che lo scorso novembre il Parco abbia ospitato, nel proprio auditorium, una serata informativa dal titolo «Incontriamo un gregge». Un appuntamento molto partecipato, dedicato a conoscere meglio il comportamento dei cani da pastore e dei cani da guardiania, un tema sempre più attuale per chi frequenta sentieri e aree verdi condivise con greggi in transumanza.

Osservando con attenzione le fotografie, però, emerge un dettaglio in più. Accanto alle pecore si notano alcuni uccelli bianchi che si muovono nel prato. Potremmo sbagliarci, ma dovrebbero essere aironi guardabuoi (Bubulcus ibis), una specie che frequenta proprio pascoli, campi arati e ambienti agricoli, prediligendo i margini erbosi piuttosto che le zone umide vere e proprie. In questo caso, più che guardare i buoi, sembrano “guardare” le pecore, ma poco importa: è un’ulteriore testimonianza della ricchezza faunistica del Parco e degli equilibri naturali che lo caratterizzano.

Il secondo gruppo di immagini ci accompagna invece in un clima decisamente natalizio. Siamo nel suggestivo bosco di Sant’Andrea, tra Misinto e Cogliate, dove da alcuni anni i frequentatori hanno imparato a conoscere un presepe davvero speciale. A realizzarlo è un gruppo di residenti gli “Amici del bosco”, capace ogni di rinnovare e arricchire ogni volta una tradizione molto sentita.

Percorrendo la pista ciclopedonale che attraversa il bosco è impossibile non notarlo, e altrettanto difficile resistere alla tentazione di scattare una fotografia. Quest’anno il presepe si inserisce in modo ancora più suggestivo nell’ambiente naturale: anche le radici di una grande quercia caduta sono state utilizzate per ricreare la scena della Natività, con casette, pastori e pecorelle armoniosamente collocati tra legno, muschio e terra. Le immagini parlano da sole e raccontano una cura particolare per i dettagli e per il rispetto del luogo. Le fotografie sono state scattate dalla Gev Eugenio Picozzi, lui non ci tiene che esca il suo nome sul sito, ma siamo sicuri che ci perdonerà.